Tempo di Lettura: 4 minuti

L’Artrite Reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni, ha un andamento spesso progressivo e può evolvere verso una notevole riduzione dei movimenti articolati (detta anchilosi) con comparsa di deformità invalidanti.

Questa malattia, più frequente nel sesso femminile, esordisce generalmente in maniera lenta e graduale con sintomi aspecifici come:

  • malessere generale,
  • debolezza,
  • inappetenza,
  • febbricola
  • dolori alle articolazioni ed ai muscoli a cui si associano ben presto sintomi particolari ben definiti quali la rigidità mattutina di lunga durata, il dolore e la tumefazione delle articolazioni.

Più frequentemente sono colpite le piccole articolazioni delle mani  ed i polsi, seguite dalle metatarsofalangee ed interfalangee prossimali dei piedi, da ginocchia, gomiti, caviglie, spalle, anche, colonna cervicale e temporo-mandibolari.

Il sintomo principale è il dolore, aggravato dal carico e dal movimento.

Caratteristiche sono la rigidità e la tumefazione articolare, in particolare al mattino con una durata fino alle 3-5 ore, che determina una limitazione funzionale, che peggiora con l’instaurarsi delle deformità articolari.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’artrite Reumatoide altera lo stato nutrizionale e la composizione corporea dei pazienti.

Nei pazienti con AR, i livelli plasmatici di micronutrienti antiossidanti non dipendono solo dall’apporto nutrizionale, ma anche dall’intensità dell’infiammazione. Nei pazienti con AR attiva, i livelli plasmatici di Vitamina A, C ed E così come i livelli plasmatici di ferro, selenio e zinco sono generalmente ridotti in rapporto diretto con il grado di attività infiammatoria.

In effetti la modulazione della dieta e dell’apporto calorico può avere un marcato effetto sulle malattie autoimmuni. Ricerche più recenti hanno rivelato che molti nutrienti e vitamine sembrano legarsi a recettori solubili intranucleari e possono, in modo simile agli ormoni, agire sul meccanismo regolatore della trascrizione genica.

Uno studio controllato basato su un regime dietetico vegetariano, inizialmente privo di glutine e totalmente privo dei prodotti del latte e uova (dieta vegan), rispetto ad un gruppo onnivoro ha dimostrato un significativo miglioramento sulla risposta clinica, senza però una significativa modificazione di alcuni parametri biologici e immunitari. L’unica differenza era nella composizione delle flora batterica intestinale e ciò potrebbe essere l’unica spiegazione patogenetica al significativo miglioramento clinico.

La dieta può aiutare i pazienti con artrite reumatoide a gestire meglio la propria malattia, secondo quanto conclude un articolo di revisione della letteratura pubblicato su Frontiers in Nutrition, che elenca una serie di prodotti alimentari con comprovati effetti benefici sulla progressione e sui sintomi della patologia.

Scopri ancora:  Dalla natura un’alternativa alle statine: BERBERINA associata a SILIMARINA.

Il consumo di fibre specifiche, verdure, frutta e spezie, così come l’eliminazione di alimenti causa di infiammazione, possono aiutare i pazienti a gestire gli effetti dell’artrite reumatoide.  Infatti la prevalenza della malattia nel Sud Europa è minore rispetto all’Europa settentrionale e al Nord America.
Inoltre, in queste popolazioni la malattia sembra essere meno aggressiva con manifestazioni radiologiche ed extra-articolari meno evidenti, per il più ampio consumo di olio di oliva e di pesce e per una maggiore aderenza alla dieta mediterranea. Anche i probiotici, in particolare Lactobacillus e Bifidobacteria, mostrano un effetto positivo sullo stato infiammatorio dell’artrite reumatoide.

I pazienti con malattie infiammatorie, come l’artrite reumatoide, dovrebbero limitare l’assunzione di particolari alimenti, evitare di fumare e di bere superalcolici, seguendo invece una dieta mediterranea, oppure vegana o di eliminazione.

Per trattare l’AR sono stati utilizzati una grande varietà di preparati alle erbe. Per esempio la tisana di corteccia di salice è stata utilizzata fin dall’antichità per trattare il dolore, il mal di gola e la febbre. In realtà, l’uso della corteccia di salice rimane nella tradizione popolare per il trattamento delle malattie reumatiche per il suo alto contenuto in salicilati, che rappresentano una importante fonte di acido acetil-salicico. I derivati del Tripterygium sono considerati dalle ultime pubblicazioni della medicina cinese un ottimo rimedio per il trattamento di molte malattie reumatiche, per le sue proprietà farmacologiche dovute alla capacità di inibire la produzione di citochine (interleuchina 2 e interferone) e di prostaglandine  In realtà, i pazienti affetti da malattie reumatiche dovrebbero utilizzare gli estratti di erbe non per trattare la malattia, ma come supplemento della terapia tradizionale per alleviare il dolore.

Altra soluzione è rappresentata dai semi del Ribes nero, che contengono alte concentrazioni di acido gamma-linoleico (GLA), in grado di esercitare un’attività antinfiammatoria interferendo con il metabolismo delle prostaglandine.

In un altro studio è stato somministrato estratto di Aglio (Allium sativum), alla dose giornaliera di 300 mg a 15 pazienti affetti da artrite reumatoide per 4-6 settimane, mentre il gruppo di controllo era trattato con terapia convenzionale: l’87% dei pazienti trattati con aglio mostrava una discreta risposta clinica

Il Ginger (Zingiber Officinale) è stato utilizzato in uno studio non controllato in 28 pazienti affetti da artrite reumatoide: il 75% dei pazienti rispondeva con una riduzione del dolore e una riduzione delle tumefazioni.

Scopri ancora:  Più preziosa del petrolio: l’ACQUA con le sue incredibili proprietà.

Altra soluzione praticabile è, in particolare se si associa una condizione di sovrappeso, quella di assumere  pasti sostitutivi che contengano:

  • le proteine che soddisfino il fabbisogno e sostenere la massa muscolare magra,
  • le fibre che favoriscano il funzionamento intestinale,
  • le vitamine (A, gruppo B, C, D, E, K)
  • gli oligoelementi (calcio, cromo, forsforo, iodio, magnesio, manganese, molibdeno, potassio, rame, selenio, Zinco).

Ovviamente bisogna scegliere prodotti ben bilanciati e farsi seguire da medici esperti ed in grado di aiutare il paziente a 360 gradi.

 

Vuoi maggiori informazioni? Mandami una mail o vieni a trovarmi in sede

Studio Medico Dr. Roberto Settembre

Studio Medico Dr. Roberto Settembre