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Cosa hanno in comune gli esami di laboratorio eseguiti su sangue, liquor, urine e feci?  Tutti questi accertamenti forniscono dati a livello di liquidi o sostante che rappresentano la situazione “extracellulare”.

Ma cosa succede all’interno delle nostre cellule? C’è un modo per controllare lo stato biochimico al loro interno?

Ebbene sì: il mineralogramma! Si tratta di un’analisi minerale tessutale del capello che permette di valutare  i livelli di minerali essenziali per la salute  e i principali minerali tossici eventualmente depositati nell’organismo nei due-tre mesi antecedenti l’indagine.  Gli esami sulla matrice extracellulare, sebbene estremamente validi, possono fluttuare in seguito ai normali ritmi circadiani, alle tecniche di campionamento, ad infiammazioni acute o croniche, ad infezioni, a stress psicofisici. Il Mineralogramma, invece, non è soggetto a queste fluttuazioni ed è, per tale motivo, il test principale per determinare lo “stato minerale” di un individuo e, di conseguenza, la sua attività metabolica. Per questo, non necessariamente i valori riscontrati nel Mineralogramma sono sovrapponibili a quelli dei liquidi biologici, rappresentando, spesso, un’indispensabile integrazione diagnostica. E’ utile precisare che tale analisi si orienta anche ad individuare la risposta sia endocrina, come “funzionalità” delle ghiandole endocrino-metaboliche, in particolare di tiroide e surreni, sia del sistema nervoso autonomo agli eventi stressanti, al fine di poter intervenire mediante scelte nutrizionali (dieta appropriata) ed eventualmente elaborando uno schema di trattamento con specifici integratori.

Come si esegue? 

Un operatore preleva un campione di capelli con delle forbicine nella zona occipitale o lateroparietale della testa limitatamente ai 2-3 cm più vicini al cuoio capelluto; viene inviato in un laboratorio qualificato, selezionato per professionalità e qualità della metodologia analitica adottata, laddove si procederà ad opportuno trattamento seguito da uno studio spettrofotometrico.

METODICA ANALITICA

Il materiale da analizzare viene collocato in un bicchiere, in cui vengono introdotti acido nitrico e perossido di idrogeno, per eliminare ogni traccia di componenti organiche del capello.

Per procedere a questo trattamento di mineralizzazione/digestione acida i bicchieri

vengono chiusi negli appositi contenitori, tappati e assemblati nel rotore della tecnologia MDR (Microwave Digestion Rotor) che ne assicura l’ermetica chiusura a pressione.

Per sciogliere i capelli viene adottato un mineralizzatore a microonde MLS-1200.

Questo trattamento consente la completa distruzione della matrice organica e il

contemporaneo recupero quantitativo della componente minerale del capello, metalli volatili compresi (mercurio, arsenico, selenio).

La soluzione acquosa acida ottenuta dalla mineralizzazione viene sottoposta ad una analisi spettrofotometrica in emissione di plasma. Lo spettrofotometro, un ICP-AES, in una corrente di argon genera un plasma (una “fiamma” senza combustione) che raggiunge temperature tra gli 8.000 e i 10.000 °C; in questo plasma viene nebulizzata la soluzione da analizzare. A questa temperatura, ogni elemento mineralizzato emette una radiazione luminosa con una specifica lunghezza d’onda, che opportunamente misurata consente di determinare presenza e quantitàdell’elemento stesso.

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Quindi L’Analisi Minerale Tessutale ci fornisce:

  1. Individuazione della tipologia metabolico-ossidativa (lenta o veloce),
  2. Valutazione funzionale della Tiroide nella regolazione della produzione energetica,
  3. Valutazione funzionale del surrene in risposta agli agenti stressogeni e nei confronti dei processi ossidativi,
  4. Descrizione dell’intervento del SNA nella gestione dello stress e nella definizione della individualità metabolica (simpaticotonia-parasimpaticotonia),
  5. Indicazione delle scelte nutrizionali più appropriate per il destinatario dell’analisi,
  6. Elaborazione di uno schema di trattamento con integratori.

 

L’Analisi Analisi Minerale Tessutale è una vera e propria biopsia di un tessuto molle

dell’organismo, quale il capello è a tutti gli effetti, e il suo contenuto medio di minerali rispecchia abbastanza fedelmente i valori mediamente presenti negli altri organi corporei.

Le divergenze tra i dosaggi dei minerali tra le analisi del sangue ed il test mineralografico dipendono dal fatto che si tratta di due metodiche completamente diverse, e quindi non è corretto aspettarsi dei risultati sovrapponibili. Infatti l’esame del sangue fotografa la quantità di un minerale presente nel sangue in quel preciso momento e in quella determinata porzione vascolare, regolata da meccanismi omeostatici che ne garantiscono una certa costanza di concentrazione e oscillazioni molto scarse. L’analisi minerale tissutale  misura il livello medio dei minerali contenuti nelle cellule durante un periodo di due-tre mesi. Il range di minerali rilevati è quello che effettivamente raggiunge i tessuti, e che è implicato nei meccanismi di rinnovamento e di riparazione cellulare, cosi come nei processi metabolici deputati alla produzione energetica.

In particolare l’informazione principale che si evince dal mineralogramma riguarda la

TIPOLOGIA METABOLICA: analizzando i livelli di alcuni minerali più importanti, quali il calcio, il magnesio, il sodio, il potassio e il fosforo, e soprattutto i rapporti tra i loro valori è possibile stabilire quale delle due componenti del sistema nervoso Autonomo è prevalente, se la branca Simpatica o Parasimpatica, con le relative ricadute metaboliche.

La classificazione metabolica viene ulteriormente definita dal test mineralografico, attraverso la valutazione della velocità di ossidazione cellulare, ovvero  la velocità con cui le cellule dell’organismo bruciano i substrati alimentari per produrre energia, diretta espressione della funzionalità di due ghiandole endocrine strettamente connesse con la produzione energetica corporea:

  • TIROIDE
  • SURRENE

E’ interessante notare che non sempre l’efficacia periferica dell’attività di una ghiandola endocrina è correlata al livello di ormone circolante.

Livelli normali o addirittura elevati di ormone tiroideo possono accompagnarsi a scarsa stimolazione delle cellule bersaglio, ad esempio per carenza di cofattori.

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Attraverso i minerali abbiamo informazioni sull’attività dell’ormone a livello “cellulare”, stabilire con certezza il livello della velocità di ossidazione cellulare il grado di funzionalità di tiroide e surrene consente di personalizzare al massimo la strategia curativa, con scelte precise e mirate di alimenti e integratori, minerali e vitamine.

La tipologia metabolica dell’individuo è classificabile, sulla base dell’azione delle ghiandole endocrine, che sono strettamente correlate Sistema nervoso autonomo, in due categorie principali:

  • PARASIMPATICO
  • SIMPATICO

In relazione alle conoscenze delle Biotipologie Omeopatiche, operate tra gli altri da studiosi come Vannier e Nebel, le caratteristiche metabolico -psichiche – fisiche dei vari soggetti possono essere integrate in una chiave di lettura moderna che, mette in relazione diversi livelli di espressione biologica dell’individuo (energetica, metabolico-funzionale, ossidativa e infiammatoria).

L’inquadramento Biotipologico rappresenta una modalità di interpretazione che attraverso una puntuale raccolta anamnestica, un’accurata valutazione antropometrica e eventuale visita medica, unita all’analisi minerolografica permette di individuare la prevalente tendenza biocostituzionale (Ipo, Normo, Iper, Dis o forme miste) e conseguentemente inquadrare il paziente.

Struttura fisica e personalità sono strettamente influenzate dalla funzione endocrina e le ghiandole endocrine sia nella visione olistica, che nell’interpretazione PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) non vengono più considerate strutture isolate ma in stretta correlazione fra di loro.

Dalla prevalenza funzionale dell’una sull’altra, pur nell’ambito della variabilità fisiologica si determina l’espressionemetabolica di una precisa biotipologia.

Le conoscenze derivate dal Mineralogramma associate a quelle delle Biotipologie permettono uno screening di diversi fattori che entrano in gioco nella gestione olistica della salute; la conoscenza dei Biotipi unita alla tipologia metabolica (dedotta dai risultati dell’Analisi Minerale Tissutale) permette di conoscere la fase di reazione tipica (o diatesica) dell’individuo utile per modificare diversi fattori (Regolazione Neurovegetativa, Ormonoregolazione, stato ossidativo, disbiosi, Fasi dell’infiammazione e regolazione pH tissutale e rapporto Th1/Th2 ).

Si riesce a classificare il paziente in un momento della sua vita e di strutturare un approccio terapeutico articolato-razionale ed efficace ma soprattutto mirato all’individuazione dell’eziopatogenesi del disturbo.

I dati ricavati, opportunamente valutati da un medico esperto di questa procedura, porteranno ad una valutazione complessiva della funzionalità dell’organismo dal punto di vista neuro-endocrino, dell’opportunità di disintossicazione ed eventualmente integrazione alimentare sia mediante una dieta sia mediante prodotti farmaceutici preferibilmente naturali.

Quindi questa metodica non va vista come sostitutiva di altri screening classici e più frequentemente eseguiti, come per esempio gli esami ematochimici, ma piuttosto come una grande arma in più da affiancare, al fine di riequilibrare le condizioni metaboliche e funzionali dell’organismo per sconfiggere le condizioni morbose o stressogene.

Altre informazioni su  www.bellessereinsalute.it