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Quante volte gli uomini e le donne si sono chiesti a vicenda: “ma cosa hai in testa?”

Sin dalla metà del secolo scorso gli studiosi dimostrarono che vi erano chiare differenze tra il cervello degli uomini e delle donne, in alcuni casi marcate. Col passare degli anni, sfruttando le  moderne strumentazioni neuroradiologiche, sono state pubblicate numerose ricerche che hanno sottolineato le diversità di genere.

In questi giorni  è stato pubblicato, sulla rivista scientifica americana “Cell”,  uno studio condotto negli Stati Uniti su topolini, presso il Cold Spring Harbor Laboratory, che ha dimostrato  come nel corso dell’evoluzione ben 11 aree cerebrali  si sono organizzate in modo diverso nei due sessi determinando marcate differenze.

Il coordinatore del gruppo di ricerca,  Prof. Pavel Osten  ha spiegato che nelle femmine ci sono più cellule che modulano i segnali ed esercitano un controllo temporale nelle aree che comandano il comportamento riproduttivo, sociale e parentale. L’unica eccezione è rappresentata da una piccola regione dell’ipotalamo, chiamata nucleo preottico postero-dorsale, che è invece preposta a controllare una singola funzione riproduttiva strettamente maschile: l’eiaculazione.

Questo lavoro conferma lo studio effettuato pochi anni fa dall’’Università di Cambridge con una revisione di 126 articoli pubblicati dal 1990 al 2013 sulle differenze neuropsicologiche nei due sessi.

Analizzando questi articoli si è rilevato che i maschi, in media, hanno rispetto alle donne, maggiori:

  • dimensioni del cervello e del cervelletto (+8-13%),
  • spazio intracranico (+12%),
  • materia grigia (+9%),
  • sostanza bianca (+13% ),
  • liquor (+11,5%)

senza però determinare maggiori prestazioni cognitive.

Inoltre i ricercatori hanno trovato differenze di volume in diverse specifiche regioni encefaliche:

  • i maschi in media hanno maggiori volumi e densità della parte sinistra dell’amigdala, dell’ippocampo, della corteccia insulare, del putamen; densità più elevate del cervelletto e del claustrum di sinistra, volumi più grandi della circonvoluzione anteriore paraippocampale bilaterale, del giro cingolato posteriore, del precuneus, dei lobi temporali, e del cervelletto, della circonvoluzione del cingolo anteriore e dell’amigdala destra;
  • le femmine in media presentano una maggiore densità del lobo frontale sinistro, e maggiori volumi del lobo frontale destro, delle circonvoluzioni frontali inferiore e media, della pars triangularis, del planum temporale/parietale, del giro del cingolo anteriore, della corteccia insulare, del giro di Heschl del talamo bilaterale, del giro paraippocampale di sinistra e della corteccia occipitale laterale.
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Studiosi dell’Università della Pennsylvania, dopo aver sottoposto a Risonanza magnetica 949 persone di varie età, hanno dimostrato che nel cervello maschile le connessioni vanno sostanzialmente in avanti ed indietro lungo lo stesso emisfero, mentre in quello femminile le connessioni sono anche trasversali, dall’emisfero destro (legato all’intuizione) a quello sinistro (legato al pensiero logico). Infatti il corpo calloso femminile, la struttura composta da fibre nervose che si trova tra l’emisfero di destra e quello di sinistra, è più spesso di quello maschile. Ciò significa che le due metà del cervello nella donna comunicano più facilmente, determinando:

  • una comunicazione interemisferica facilitata;
  • una modalità di funzionamento più globale, più idonea alla comprensione intuitiva dei problemi anche complessi rispetto alla procedura razionale e sequenziale, più tipica del sesso maschile.

Semplificando nell’uomo:

  • il cervello segue schemi basati più sulla razionalità,
  • il funzionamento dei circuiti nervosi è più rigido.

Invece nella donna:

  • il cervello è più plastico,
  • il funzionamento cerebrale è maggiormente di tipo intuitivo.

Tutto questo fa sì che le donne siano più brave nel fare più cose insieme, più intuitive, dimostrino maggiore empatia e migliori abilità sociali. Diversamente i maschi  eccellono nelle attività motorie, dove c’è maggiore necessità di usare la forza e sono più capaci ad analizzare lo spazio, ad orientarsi, a capire le mappe.

Questo dimostra che la natura ha fatto in modo che ci fossero due entità diverse nella composizione anatomo-funzionale, in maniera tale che fossero complementari e quindi in grado, collaborando, di  raggiungere i migliori risultati possibili.

E quindi uomini e donne fianco a fianco  verso un futuro migliore!

 

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Studio Medico Dr. Roberto Settembre

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