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La colonna cervicale ha un ruolo fondamentale per il nostro corpo, fornendo forza, flessibilità, supporto e protezione al sistema nervoso garantendo un costante movimento durante tutta la giornata.

Purtroppo la stragrande maggioranza della popolazione mondiale soffre di cervicalgia, ovvero dolore al collo, dovuto ad alterazioni del disco cervicale, protrusioni discali, degenerazione artrosica, ipertrofia dei legamenti, infiammazioni della regione nucale; talvolta il dolore al collo si può irradiare alle braccia ed in questo caso si parla di cervicobrachialgia.

Una radiografia evidenzierà segni di artrosi cervicale  nel 20-25% della popolazione all’età di 50 anni ed aumenta al 70-85%  negli ultrasessantacinquenni.

Se vi viene diagnosticata, mediante Risonanza magnetica o Tac, una protrusione del disco cervicale o l’erniazione di un frammento discale non disperate:  i frammenti discali erniati tendono a disseccarsi, a ridursi volumetricamente, ad essere riassorbiti tanto che soltanto 1 paziente su 15 con problemi cervicali viene sottoposto a trattamento chirurgico.

Ma attenzione a non trascurare il problema: un’ernia cervicale, a differenza delle ernie lombari, può provocare oltre ad una compressione radicolare anche una compressione del midollo. Un’ernia localizzata lateralmente comprime una radice nervosa ed è quindi causa di dolore brachiale. Se l’erniazione avviene medialmente, oppure se l’ernia laterale è molto voluminosa, può determinarsi una compressione midollare, con disturbi motori e sensitivi che possono interessare i quattro arti o solo gli arti inferiori, e, talvolta, con disturbi del controllo degli sfinteri vescicale ed anale.

Un dolore interessante solamente il collo, senza distribuzione alle braccia, è più comunemente causato da processi degenerativi del disco, associati a cambiamenti nelle vertebre adiacenti, quali artriti delle faccette articolari, formazioni di osteofiti lungo i bordi dei corpi, ispessimento del legamento giallo, degenerazione uncovertebrale, fenomeni comunemente ed inevitabilmente associati all’invecchiamento.

Se soffrite di questi disturbi e siete stanchi di imbottirvi di farmaci (che magari oltre a funzionare una volta si e una no, vi hanno regalato anche un’antipaticissima gastrite) potete affidarvi alle cure di un medico agopuntore, con ottime possibilità di successo terapeutico.

 

Il collo nella Medicina Tradizionale Cinese è un importante incrocio energetico, essendo una cerniera tra testa e tronco, laddove si esprimono tutte le somatizzazioni di ansia, prima che attraverso complesse risposte neurovegetative, diano segni o segnali d’organo.

La patologia dolorosa a carico della colonna vertebrale e delle strutture muscolari e nervose para e intervertebrali rientra nelle sindromi ostruttive dolorose muscolo scheletriche o sindromi bi, caratterizzate da intorpidimento, dolore, limitazione funzionale, fino al blocco del movimento articolare,  causate dall’invasione dei fattori climatici vento, freddo e umidità, favorita da una carenza di energia corretta (Zeng Qi) che induce un’ostruzione nella circolazione del Qi e del sangue (Xue) nei meridiani, con comparsa di dolore, parestesie, infiammazione.

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Classificazione della Cervicalgia in MTC

La classificazione della cervicalgia in medicina cinese può essere impostata secondo i seguenti criteri:

  • Topografico in considerazione dei meridiani, dei punti e delle strutture energetiche interessate:
    • cervicalgia laterale (Livello energetico TE-GB),
    • cervicalgia mediana (Meridiano curioso Dumai GV),
    • cervicalgia paramediana (Livello energetico SI-BL).

 

  • Cronologico:
    • Cervicalgia acuta,
    • Cervicalgia cronica.

 

Cervicalgia acuta

È riconducibile alla stasi di qi e xue nei meridiani colpiti da fattori cosmo patogeni, specie il Vento e il Freddo, o da blocco articolare. Si presenta come dolore in zona cervicale, frequentemente accompagnato da rigidità articolare, cefalea nucale, disestesie irradiate agli arti superiori. La diagnosi differenziale va posta tra lo stiramento dei muscoli paraspinosi del collo, comunemente definito torcicollo, la distorsione del rachide cervicale, o “colpo di frusta”, e la distensione acuta dell’anulus con possibile erniazione del nucleo polposo, condizione questa di pertinenza chirurgica.

L’agente eziologico è il trauma, sportivo o accidentale, o l’esposizione a fattori cosmo patogeni, quali vento-freddo. Secondo la Medicina Cinese il Vento in particolare risulta lesivo per la zona cervicale, in quanto attacca la parte superiore del corpo e determina rigidità. Ed infatti a livello della zona cervico-dorsale possono essere sfruttati gli agopunti definiti punti “vento” (SI12, TE17, BL12, GB20, GV16), situati sul percorso dei meridiani più frequentemente colpiti dall’invasione del vento, sia per la terapia che per la diagnosi, valutando la loro dolorabilità spontanea o provocata.

Nella cervicalgia acuta il principio terapeutico è quello di mobilizzare il Qi e lo Xue, risolvere la stasi nei meridiani, disperdere il vento-freddo.

Vengono utilizzati dei punti locali (selezionati in base alla loro dolorabilità) e dei punti distali (scelti tra i punti di comando sia del meridiano che scorre nella zona colpita, sia del meridiano associato nel medesimo livello energetico) che vanno posizionati preferibilmente prima di quelli locali.

 

Cervicalgia cronica

Riconosce un deficit energetico nelle zone più colpite, dovuto a ripetuti attacchi acuti non adeguatamente trattati che si innestano su un terreno predisposto endogeno, legato al deficit energetico della coppia Fegato/Vescica Biliare, movimento Legno che è collegato energeticamente alla componente muscolo-tendinea e alla funzione contrattile; ciò è confermato dalla frequente associazione tra cervicalgia, tensione muscolare e componente emotiva.

Il dolore, avvertito come senso di pesantezza, impaccio e scarsa libertà articolare, si manifesta sia a riposo che in seguito ai movimenti del capo. Si associa frequentemente a dorsalgia, brachialgia, dolore alle spalle, cefalea nucale di tipo tensivo. I muscoli si trovano in una condizione di contrattura cronica, che può andare incontro a frequenti fenomeni di esacerbazione, specie con l’esposizione al vento. L’agente eziologico è riconducibile all’azione di fattori climatici o alla presenza di sollecitazioni statico posturali e dinamiche, di tipo professionale o sportivo, perduranti a lungo nel tempo. Ciò determina una debolezza in zona cervicale soprattutto nei soggetti in cui la funzione energetica dell’organo Fegato non è ben equilibrata. Il principio terapeutico è di armonizzare: disperdere l’elemento patogeno in causa (vento-freddo) e tonificare il terreno costituzionale, ad esempio riequilibrare il Fegato oltre che scaldare i meridiani.

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Per quanto concerne la scelta dei punti si seguono gli stessi criteri della cervicalgia acuta; ma i punti distali non necessitano di manipolazione e possono essere posizionati dopo quelli locali. L’utilizzo della moxa sui punti dolenti è molto efficace nel mitigare la sintomatologia.

MA ATTENZIONE:  PRIMA DI EFFETTUARE LE SEDUTE DI AGOPUNTURA (RIGOROSAMENTE RIVOLGENDOSI AD UN MEDICO) È FONDAMENTALE ESEGUIRE UN’ACCURATA DIAGNOSI CON GLI OPPORTUNI ESAMI STRUMENTALI!