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Quante volte abbiamo sentito parlare di una malattia chiamata “fuoco di Sant’Antonio”?

Ebbene, si tratta di un dolore urente, più frequente negli ultracinquantenni, spesso associato ad un’eruzione vescicolare acuta con distribuzione dermatomerica (al dorso, ad una gamba, talvolta sul viso), causato dalla recrudescenza del virus della  Varicella, l’Herpes Zoster.

Poiché, secondo i detti popolari, Sant’Antonio ha il potere di placare le fiamme dell’Inferno, gli è stata attribuita anche la virtù di spegnere questo dolore bruciante, come fosse, appunto, fuoco, di cui il povero malcapitato soffre.

Ma perché questo virus, dormiente per tanto tempo all’improvviso si risveglia?

In realtà sono state fatte diverse ipotesi, che riconducono la motivazione in un indebolimento dell’organismo che permette a questo virus di dare segno di sé. Infatti le condizioni che favoriscono l’instaurarsi di questa patologia sono:

  • Stanchezza e tutte le condizioni che implicano un indebolimento fisico
  • Stress psicofisico
  • Malattie croniche debilitanti
  • Terapie cortisoniche di lunga durata
  • Intossicazioni acute
  • Gravi infezioni (come polmonite o meningite)
  • Politraumi
  • Malattie a carico del Sistema Nervoso Centrale

Spesso i primi sintomi ad apparire  sono brividi, febbre, disturbi digestivi che si manifestano qualche giorno prima l’eruzione di vescicole, che si presentano unilaterali, più spesso al torace eritematose molto dolorose, con liquido, inizialmente chiaro sieroso e poi torbido. Dopo meno di una settimana dalla loro comparsa iniziano a riassorbirsi e desquamarsi, mentre i dolori post-herpetici possono persistere per mesi o, addirittura, anni.

AGOPUNTURA

In Medicina Tradizionale Cinese, l’eziologia riconosce fattori scatenanti esterni ed interni che agiscono su di un terreno predisposto, paziente anziano o immunocompromesso con deficit della Weiqi, che lo rendono più esposto agli attacchi dei patogeni esterni nonché alla loro persistenza ed approfondimento negli strati più interni. In particolare il soggetto anziano, che presenta un parafisiologico declino di Jingqi e Yinqi, tende alla trasformazione dei fattori patogeni in Fuoco.

Le vescicole eritematose sono considerate da accumulo di Umidità Calore.

I QUADRI CLINICI, in base alla loro localizzazione, sono:

1) Umidità Calore nel meridiano di Fegato e Vescica Biliare

La causa sono le turbe emozionali che provocano stasi di Qi che si trasforma in calore; la condizione predisponente è un deficit di Qi di Milza che determina Umidità.

Le lesioni sono papulari, interessano la regione toracica o ipocondriale e si trasformano in vescicole essudanti un liquido giallastro viscoso,  con prurito e dolore locale, bocca amara, perdite vaginali giallastre e pruriginose, bruciore nell’ urinare. La lingua solitamente è rossa maggiormente ai lati con patina gialla e viscosa, mentre il polso è a corda rapido e scivoloso.

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2) Vento Calore nei meridiani di Polmone e Stomaco

Più comune negli anziani. Interessano il collo e la regione oculare.

Le lesioni, precedute da intenso prurito, successivamente si trasformano in vescicole con gemizio di liquido chiaro. La lingua è rossa ai lati e/o in punta, il polso rapido e superficiale.

3) Fuoco del Fegato che si trasforma in Calore Tossico

Provocata da disturbi emozionali  in questo caso abbiamo la presenza di pustole dolorose, con sensazione di calore, sete, irrequietezza, insonnia, lingua rossa con

patina gialla viscosa e spessa, polso rapido scivoloso e debordante.

4) Stasi di Sangue

Più spesso negli anziani sotto forma di nevrite post-herpetica, causata dalla stasi di Xue. Le lesioni sono scure, ampie e molto dolorose e si associano ad irrequietezza, lingua porpora, polso a corda.

I PRINCIPI TERAPEUTICI da perseguire sono

1) Eliminare il Calore e l’Umidità dal meridiano del Fegato.

2) Eliminare il Vento Calore.

3) Eliminare il Calore Tossico.

4) Mobilizzare Qi e Sangue.

I PUNTI più utili sono:

  • TE5, LI11, GV12, LR3, GB34, BL17, SP9, cui aggiungere:
    • Tai Yang, ST8, GB14 per le lesioni perioculari
    • ST2, BL1, ST7, ST6, ST5, ST4 per le lesioni sulle guance
    • TE6 per lesioni toraco-addominali laterali
    • punti locali verso il centro della lesione

 

Il trattamento va eseguito una volta al giorno nell’acuto per dieci sedute, preferibilmente con cono di Moxa nelle zone sane fra le lesioni (si avvertirà prurito, poi sostituito da calore) una volta al giorno per cinque/sei sedute.

Può essere utile la coppettazione all’esordio sui punti terminali delle lesioni per 15 minuti, che possono determinare fuoriuscita di liquido sieroso, poi di seguito lungo il percorso delle lesioni una volta al giorno per quattro/cinque sedute.

L’Agopuntura  in fase acuta e subacuta può risultare risolutiva sul dolore, trattando anche la fragilità psico-organica, migliorando le capacità difensive e reattive dell’organismo; inoltre è utile nel  ridurre o evitare l’evoluzione verso la nevralgia post-herpetica.

Questa condizione morbosa  è caratterizzata da ecchimosi, aree discromiche o cicatriziali e da dolore fisso, lancinante, aggravato dalla pressione e più intenso nelle ore notturne (contatto con gli indumenti, con l’acqua), di tipo “elettrico”, che può persistere a distanza di mesi o anni dalla guarigione dell’eruzione cutanea.

Questo dolore neuropatico viene trattato, secondo la Medicina Occidentale, con farmaci Antidepressivi, Antiepilettici, Oppiodi, elettrostimolazione transcutanea (TENS), anestetici locali o cerotto con lidocaina (che inducono il silenzio elettrico neuronale), iniezioni peridurali (in caso di radicolite lombare), con risultati positivi, ma incostanti, anche a distanza di anni.

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In Medicina Tradizionale Cinese è indicato l’uso del martelletto a “fiore di pruno” associato alle coppette sulle lesioni scure, evitandone il sanguinamento. Le lesioni vengono circondate con aghi eventualmente elettrostimolati o in loro assenza si trattano in dispersione i punti Ashi, associando l’uso di punti distali lungo i Grandi Meridiani che attraversano i dermatomeri coinvolti.

La lingua appare violacea, con petecchie o ecchimosi, mentre il polso si presenta teso o aspro.

Poiché il principio terapeutico è riattivare la circolazione del sangue e rimuovere la stasi sono utili  gli Agopunti BL 17, PC 6, LR 3, SP 6 e TE 6, mentre, agendo sul terreno predisponente, per combattere la  debolezza dello Zhengqi usiamo  ST 36, KI 3, KI 6, BL 23, CV 4 e GV 4, in tonificazione.

 

Nell’ottica di prevenzione si consiglia di assumere alimenti ricchi di vitamine del gruppo B (lievito di birra, germe di grano, arachidi, riso integrale, semi di girasole e di sesamo, funghi, soia e legumi in genere, broccoli, avocado e frutta in generale, noci e noccioli, alimenti di origine animale) e dell’aminoacido essenziale lisina (lievito di birra, pollo, salmone, gamberetti, semi di lino, lenticchie, fagioli, ceci).  Invece durante le eruzioni, è importante il riposo assoluto, evitando cibi grassi, piccanti, dolci e alcolici.

Bisogna rivolgersi assolutamente ad un oculista in caso di interessamento facciale, in quanto può sfociare in herpes oftalmico, che può provocare danni irreversibili agli occhi con grave danno alla vista.

Comunque il fuoco di Sant’Antonio, per quanto fastidiosissimo, si può risolvere o quantomeno mitigare, raggiungendo, se non trascurato,  una qualità di vita assolutamente di ottimo livello.