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Siete arrivati alla cosiddetta terza età e cercate un rimedio naturale per mantenervi mentalmente giovani e tonici? Vi sentite stanchi e avete bisogno di un po’ di energia?

La soluzione potrebbe arrivare dall’Estremo Oriente: in Cina e Giappone crescono due piante, Ginkgo Biloba e Panax Ginseng, che hanno da secoli dimostrato le loro innumerevoli proprietà curative.

Le foglie del Ginkgo Biloba (un albero originario della Cina e del Giappone caratterizzata da un’alta resistenza alla siccità al freddo e all’inquinamento atmosferico) vengono utilizzate nelle turbe vascolari della microcircolazione periferica ed in particolare nell’insufficienza circolatoria cerebrale , nelle sequele da ictus, negli acufeni, nelle sindrome vertiginose, nella perdita di memoria. Trova anche indicazione come venolinfatico risultando utile nelle arteriopatie obliteranti degli arti inferiori e nella malattia di Raynaud.

Il meccanismo d’azione del ginkgo è complesso e consiste nella riduzione degli spasmi arteriolari, nel miglioramento degli scambi di ossigeno e glucosio con i tessuti, nell’effetto antiossidante a livello tissutale, e nella inibizione del PAF (mediatore fosfolipidico intercellulare implicato nell’aggregazione piastrinica) e della sintesi del NOS (mediatore endogeno di processi particolarmente importanti, come la vasodilatazione e la trasmissione degli impulsi nervosi).

In particolare la gingkolide b, contenuta ed estratta dalle foglie essiccate, ha proprietà farmacologiche utili per il trattamento profilattico dell’emicrania, Essa ha una spiccata attività modulatrice nel rilascio del glutammato cerebrale, che contrasta la formazione e deposizione dei radicali liberi. Per le azioni farmacodinamiche descritte la ginkgolide b si offre come un promettente ausilio nel trattamento profilattico dell’emicrania (un lavoro multicentrico recentemente pubblicato lo testimonia) e soprattutto il trattamento continuato con essa può ridurre significativamente il peggioramento e la cronicizzazione.

Per chi è affetto da cefalea è possibile trovare sollievo mediante una tisana. Preparare una miscela composta da 40 grammi di Tanaceto (sommità fiorite), 10 grammi di Escoltia (sommità fiorite), 20 grammi di Ginkgo (foglie) e 10 grammi di menta (foglie) e metterla in infusione in due litri d’acqua per 5-10 minuti; filtrare ed assumere una tazza per tre volte al giorno.

In farmacia, parafarmacia ed erboristeria sono disponibili gocce, capsule o compresse contenenti l’estratto standardizzato di ginkgo. La posologia media giornaliera prevede l’assunzione di 120 – 200 mg al giorno per una periodo di circa 6-8 settimane.

Effetti collaterali sono assai rari (turbe digestive minori) anche se va somministrato con cautela nei pazienti con turbe della coagulazione, disturbi convulsivi,  in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in gravidanza e durante l’allattamento. Attenzione:: sia i frutti, sia i semi del Ginkgo biloba sono tossici e, pertanto, non devono essere ingeriti in alcun caso;  allo stesso modo in seguito al contatto della cute con la polpa dei frutti di ginkgo, potrebbero manifestarsi reazioni cutanee o dermatiti da contatto.

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La radice del Ginseng è, invece, un tonico sia fisico che psichico; possiede proprietà ipolipidemizzanti, ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti (cioè riduce i grassi, gli zuccheri ed il colesterolo nel sangue), immunostimolanti, epatoprotettrici. In particolare migliora le capacità di adattamento neuropsicologiche alle esigenze e alle variazioni ambientali con conseguente miglioramento delle “performance” mentale a vario livello (vigilanza, memoria, fluidità verbale).

Per prepararne un infuso basta mettere 3 grammi di radice finemente tagliuzzata di ginseng in una tazza di acqua bollente, lasciare per 5-10 minuti e poi filtrare; assumerlo mattina e primo pomeriggio per venti giorni.

È importante non protrarre il suo utilizzo per oltre i due mesi in quanto è stata descritta una “sindrome da abuso di Ginseng” caratterizzata da insonnia, nervosismo, tachicardia, diarrea tipicamente mattutina ed ipertensione arteriosa.

Ultimamente è estremamente frequente trovare nei bar il caffè al ginseng, che ha il pregio di essere una bevanda naturale, senza caffeina,  olio di palma, glutine, grassi idrogenati e lattosio. In più, grazie agli effetti della radice del ginseng, permette di godere di una rinnovata vitalità dell’organismo, di migliorare il tono dell’umore e persino di stimolare memoria e concentrazione. Inoltre ha proprietà afrodisiache, combatte lo stress e stimola la produzione endogena di sostanze antivirali (anticorpi ed interferone su tutte) che rafforzano le difese immunitarie. Ma anche in questo caso eccedere non va bene; limitatevi a 2-3 tazze di caffè al ginseng al giorno e sospendetene l’assunzione alla comparsa dei primi sintomi di abuso descritti in precedenza.

Comunque, come sempre, con la giusta moderazione e con la supervisione di medici esperti nel campo fitoterapico si possono sfruttare i benefici di queste piante senza alcun timore.