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Nel mondo occidentale le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte ed in Italia  sono responsabili del 44% di tutte le morti. I fattori correlati al rischio di malattia cardiovascolare sono numerosi (fumo, diabete, obesità, sedentarietà, valori elevati della colesterolemia, ipertensione arteriosa) e la probabilità di sviluppare malattia dipende dalla rilevanza dei singoli fattori di rischio e dalla loro combinazione.

Possiamo paragonare il sistema cardiocircolatorio ad un impianto idraulico chiuso e continuo in cui una pompa (il cuore) imprime ad un liquido (il sangue) la forza necessaria per circolare nelle tubature (i vasi sanguigni).

La pressione arteriosa  esprime l’intensità della forza con cui il sangue spinge sulle pareti arteriose, divisa per l’area della parete. Tale pressione è il risultato dei seguenti fattori:

  • forza di contrazione del cuore
  • gittata sistolica
  • frequenza cardiaca
  • resistenze periferiche, ovvero la resistenza opposta alla progressione del sangue dallo stato di costrizione delle piccole arterie
  • elasticità dell’aorta e delle grandi arterie.

La pressione arteriosa , misurata in millimetri di mercurio (mmHg) varia in base al ciclo cardiaco, si distingue in:

  • pressione sistolica (o “massima”), circa 125 mmHg, durante la sistole ventricolare
  • pressione diastolica (o “minima”), circa 75 mmHg, durante la diastole.

Si parla di:

  • ipertensione arteriosa lieve se la pressione massima va dai 140 ai 159 mmHg e la minima dai 90 ai 99 mmHg;
  • Ipertensione arteriosa moderata se la massima va dai 160 ai 179 mmHg e la minima è compresa tra i 100 e i 109 mmHg;
  • Ipertensione arteriosa grave in caso di massima dai 180 mmHg in su e minima oltre i 110 mmHg.

Per trattare questo disturbo ci sono numerosi farmaci che, con modalità diverse, riescono a mantenere la pressione sanguigna nei limiti di normalità.

Ma è possibile associare anche trattamenti fitoterapici ed erboristici, uniti a comportamenti opportuni, per raggiungere una maggiore stabilità pressoria.

Per esempio utile ad abbassare la pressione è l’infuso di Karkadè rosso (Hibiscus sabdariffa): lasciare in infusione per 5 minuti un cucchiaio di petali essiccati in mezzo litro di acqua bollente, quindi filtrare e bere.

Altrettanto efficace può essere un decotto di foglie di olivo: far bollire un litro d’acqua con 30 g di foglie fino a ridurre alla metà il liquido; filtrare e berne un bicchiere a stomaco vuoto.

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Se l’ipertensione è su base ansiosa, in particolare se associata a palpitazioni, è possibile utilizzare rimedi fitoterapici ed erboristici calmanti:

  • Biancospino: 10 gocce di estratto fluido durante i pasti, a colazione, pranzo e cena;
  • Meliloto: porre una presa di sommità fiorita in una tazza d’acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere alla sera;
  • Passiflora: 20 gocce di tintura madre in un dito d’acqua, 3 volte al giorno;
  • Rosolaccio (uno dei papaveri più diffuso in Itlaia): porre una presa di petali in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 5 minuti, quindi filtrare e bere prima di andare a letto.

L’ipertensione può essere tenuta sotto controllo anche con una dieta corretta:

  • ridurre il consumo di cibi grassi;
  • aggiungere una quantità limitata di sale: un pizzico meglio se a fine cottura;
  • integrare la dieta con alimenti ricchi di potassio (albicocche, banane, verdure a foglia verde, cereali integrali, semi di girasole e patate);
  • non esagerare con dolci e cioccolato (comunque permessi con moderazione) in particolare nei diabetici;
  • limitare il vino rosso ad un bicchiere ai pasti e bere birra solo occasionalmente.

Altri consigli utili:

  • fare un regolare esercizio fisico con particolare predilezione alla camminata a passo svelto;
  • evitare aumenti di peso;
  • cercare di tenere sotto controllo l’ansia, sfruttando i benefici della respirazione profonda o attività quali lo Yoga;
  • ridurre la quantità di caffè (preferendo il decaiffenato, che va comunque limitato a 3 tazzine al dì);
  • abolire il fumo.

Per agire invece sull’attività cardiaca, oltre al solito biancospino (per sfruttarne le capacità di antiaritmico e cardiotonico, bere due volte al giorno una tisana fatta con 15 g di fiori secchi in una tazza d’acqua bollente) possiamo utilizzare:

  • Leonurus cardiaca, che diminuisce la frequenza delle pulsazioni: bere quotidianamente due o tre tazze di infuso preparato con un cucchiaio di estratto secco in mezzo bicchiere di acqua bollente;
  • Melissa officinalis, che combatte la tachicardia da stress: assumere due volte al giorno 30 gocce di tintura madre in due dita d’acqua.

Altri rimedi utilizzabili per migliorare la funzionalità del sistema  cardiovascolare sono:

  • Mandorlo, come macerato glicerico, per le sue qualità anticoagulanti e fluidificanti (agisce favorevolmente anche sui livelli fisiologici di colesterolo): 50 gocce diluite in acqua, due volte nell’arco della giornata;
  • Mirtillo nero in tisana come antiossidante e tonico del sistema venoso e linfatico oppure un cucchiaio di succo madre (spremitura delle bacche senza aggiunta di acqua né zucchero) in mezzo bicchiere d’acqua, a digiuno al mattino, per migliorare il microcircolo;
  • Centella in tintura madre, in quanto vasocostrittore stimola il microcircolo e protegge i capillari: 30 gocce in poca acqua, tre volte al giorno prima dei pasti (limitando l’esposizione al sole in quanto foto sensibilizzante).
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Comunque va sempre ricordato che i prodotti naturali per il cuore non vanno mai assunti senza il parere di un medico esperto in fitoterapia, che conosca le interazioni con eventuali farmaci assunti e le limitazioni da rispettare in particolari condizioni (come durante la gravidanza o l’allattamento).

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