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La vertigine è una anomala sensazione di movimento, che interessa il proprio corpo o l’ambiente circostante rispetto ad esso.

La clinica e l’esame obiettivo sono spesso sufficienti per stabilire una corretta diagnosi di vertigine, le cui cause più comuni sono:

  • Vestibulopatie (35% – 55%);
  • Disordini psichiatrici (10% – 25%);
  • Malattie Cerebrovascolari (5%);
  • Tumori cerebrali (1%).

Nel 10-25% dei casi non è possibile stabilire una diagnosi, anche in centri specializzati.

In Nuova Zelanda sono stati riportati, nel periodo compreso tra  il 2006 e il 2015, ben 98 casi di vertigini (descritte dai pazienti come capogiri, sensazione di svenimento e mancanza di equilibrio), che il CARM neozelandese (Centro di Monitoraggio delle Reazioni Avverse) ha stabilito causate da farmaci.

I farmaci più frequentemente coinvolti sono stati:

  • vaccino trivalente per l’influenza (11 segnalazioni),
  • tiroxina (8 segnalazioni),
  • simvastatina (5 segnalazioni),
  • venlafaxina (5 segnalazioni)
  • omeprazolo (4 segnalazioni).

Piuttosto che utilizzare altri farmaci allopatici, la medicina omeopatica offre una grande opportunità di scelte terapeutiche, a seconda della sintomatologia sofferta dal paziente, proponendo una terapia personalizzata.

Queste sostanze a disposizione del medico sono da modalizzare incrociando tutti gli altri sintomi correlati e concomitanti, dal vomito alla nausea, dall’emicrania agli acufeni.

In questo modo la scelta del farmaco è simile al quadro sintomatologico globale del paziente e pertanto è in grado di indurre, per il principio di similitudine, una risposta biologica di miglioramento dei sintomi.

I rimedi più frequentemente impiegati nelle sindromi vertiginose sono:

  • Actaea racemosa, in caso di associazione con nevralgie, senso di pesantezza alla testa e cefalea che si irradia agli occhi, con senso di contusione e dolori da tensione;
  • Alnus glutinosa e Ginkgo biloba sono utili in caso di diminuzione dell’udito, vertigini su base aterosclerotica, ronzii ed insufficienza vascolare arteriosa;
  • Argentum nitricum per vertigini con acufeni, tremori e debolezza in soggetto ansioso e precipitoso;
  • Bryonia, in caso di vertigini aggravate da ogni minimo movimento del collo, specie al mattino, che obbligano il paziente alla più assoluta immobilità, nausea, cefalea;
  • Chenopodium anthelminticum, se le vertigini sono associate ad ipoacusia, ma con ipersensibilità a rumori e acufeni;
  • China nelle vertigini con acufeni dopo diarrea, vomito o emorragia;
  • Cocculus con vertigini da cinetosi o da surmenage con nausee, vomito, disgusto per i cibi, che peggiorano con aria fredda;
  • Conium maculatum in caso di vertigine rotatoria coi movimenti degli occhi, specie negli anziani, che migliora ad occhi chiusi e con deambulazione incerta e barcollante;
  • Ipeca nella vertigine tipica della gravidanza, con nausea continua, che non migliora con vomito, lingua pulita e assenza di sete;
  • Nux vomica, se le vertigini si presentano al mattino con nausea, gonfiore, lingua sporca, alito pesante, rigurgito e irritabilità da abuso di caffè e alcol, o da eccessi alimentari;
  • Phosphorus, specie negli anziani arteriosclerotici, con tendenza agli svenimenti;
  • Tabacum, vertigini con nausea, pallore e sudori freddi, che migliorano con l’esposizione all’aria fresca e chiudendo gli occhi;
  • Solanum nigrum e Chininum salycilicum sono efficaci nel ronzio alle orecchie con vertigine e senso di disorientamento
  • Spigelia anthelmia, utili se la vertigine si associa una tendenza a cadere, che peggiora guardando verso il basso;
  • Tabacum è efficace in caso di vertigini con nausea, parestesie, palpitazioni, debolezza e prostrazione;
  • Viscum album è elettivo nelle sindromi vertiginose associate ai vasospasmi arteriosi cerebrali conseguenti.
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Può essere utile sia nelle fasi acute che nella sintomatologia cronica utilizzare complessi omeopatici che contengono molteplici componenti, per un’azione antiflogistica ed antiedemigena.

A tal fine notevoli miglioramenti clinici si hanno aggiungendo anche  Luesinum 10 DH (diluizione omeopatica di ulcera di sifilide), Medorrhinum 10 DH, (diluizione omeopatica delle secrezioni uretrali della blenorragia), ed Influenzinum 10 DH, (nosode dell’influenza),  i biocatalizzatori Fumaricum acidum 6 DH (catalizzatore del ciclo di Krebs e di sistemi redox), e Citricum acidum 6 DH (precursore del ciclo di Krebs) e secondo i principi dell’Organoterapia, Asse cortico-ipotalamico 7 CH e Nervo simpatico 7 CH,  Arteria 4 CH, Diencefalo 4 CH, Dischi cervicali 4 CH, Labirinto 4 CH, Nervo acustico 4 CH, Ossicini dell’orecchio 4 CH, Timpano 4 CH e Tromba d’Eustachio 4 CH che riequilibrano e stimolano la funzionalità per similitudine.

Ma poiché l’omeopatia prevede che la cura sia adeguatamente scelta in base a soggettive pecularietà, diverse da soggetto a soggetto, è fondamentale rivolgersi a medici esperti in questa importante Medicina Complementare, per ottenere i risultati sperati.